Nuovo boom economico? Di Maio tra popolo e nostalgia

di Francesco Tenani
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Questo video parte da alcune parole di Luigi di Maio: “Io credo che un nuovo boom economico possa nascere, come negli anni Sessanta”.
Parlo di politica, del populismo e della retorica del popolo portata avanti dal Movimento 5 Stelle e dalla Lega (ma, in misura minore, anche da Berlusconi, da Renzi e da altri partiti di sinistra).

Di Maio sta dicendo: “Se avete più di cinquant’anni sicuramente vi ricordate di quel decennio magico in cui tutto funzionava, l’economia cresceva, si andava in pensione a quarant’anni, c’era la lira… Certo, una buona parte di questo sogno americano era dovuta al fatto che voi eravate giovani, e quindi il vostro ricordo fatto più che altro di nostalgia, me voi non pensateci. Io vi farò tornare giovani.”
Durante i periodi di crisi economica e culturale nasce sempre nelle persone poco istruite la necessità di avere l’uomo forte al comando. Può essere Renzi, Mussolini, Monti, Thatcher, Trump, Salvini, dipende dalla situazione. Ma nei momenti di difficoltà torna la retorica del popolo e il popolo chiede a gran voce un leader carismatico.

Di Maio dice, parafrasando: “Non credete ai numerini. Gli economisti professoroni dicono che stiamo andando a sbattere? Ma è proprio a causa loro che stiamo andando a sbattere, non abbiate paura, adesso sistemo tutto io.”
Ora, Di Maio dimentica spesso di dire due cose. La prima è che il suo è un governo per buona parte tecnico, e la seconda è che può anche darsi che le attuali difficoltà economiche siano state causate da quelli che lui chiama professoroni. Ma dove sta la controprova?
Natalino Balasso descrive in questo modo il potere decisionale dei politici sull’economia: l’unica cosa che possono fare è salire sulla macchina, appoggiare un mattone sull’acceleratore e stare pronti a buttarsi dalla portiera.
Secondo Piergiorgio Odifreddi, chi non crede nelle regole della matematica, della logica e dell’economia potrebbe, in un caso estremo, dire che per lui nemmeno la legge di gravità vale, e buttarsi dalla finestra.

Si accenna anche al ponte Morandi di Genova, ai giornali e ai telegiornali RAI, alla TAV Torino Lione, ai referendum popolari e al motivo per cui vengono diffusi così tanti sondaggi sondaggi elettorali, al legame tra M5S e gilet gialli.

Noterete una selezione di fotografie di Luigi Di Maio, Laura Castelli, Giuseppe Conte, Danilo Toninelli e, soprattutto, Alessandro Di Battista.

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